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mercoledì 10 gennaio 2018

Fenomenologia e controllo di una nuova reazione esotermica tra metallo e Idrogeno

66 : commenti

Mentre in Italia la fusione fredda è stata messa al bando dalle università italiane, nel resto del mondo continuano a spuntare a ritmo crescente conferme indipendenti della realtà di un nuovo fenomeno (chimico? nucleare? ibrido?) in grado di creare energia pulita.

Arriva dalla terra del Sol Levante un "Brief Summary Report of MHE* Project Phenomenology and Controllability of New Exothermic Reaction between Metal and Hydrogen", pubblicato il 1 gennaio scorso su Researchgate, i cui autori appartengono a:
*MHE: Metal Hydrogen Energy.

Dalla pagina sopra linkata è scaricabile il pdf del Brief Summary Report


Ve ne estraggo e traduco soltanto l'abstract e le conclusioni:
Abstract 
(EN) Project Aim: to verify the existence of new exothermic reaction between nano-metals and hydrogen which will be applicable for future new clean energy source, and to study the controllability of generated thermal energy. In the following, brief summary of implementation and results by MHE-group Japan is described in designated R&D issues for two years project period of 2015 October to 2017 October.  
(ITA) Scopo del progetto: a) verifica dell'esistenza di una nuova reazione esotermica tra nano-metalli e idrogeno che sarà applicabile per una futura nuova fonte di energia pulita; b) studio della possibilità di controllare l'energia termica generata. Di seguito, un sintetico riepilogo (8 pagine) dell'implementazione e dei risultati ottenuti dal gruppo giapponese Metal Hydrogen Energy nel corso di un biennio di ricerca e sviluppo (ottobre 2015 - ottobre 2017). 
[...] 
(EN) Foreseeing the industrial applicability, road-map study was made by our joint-team to draw the realization of industrial devices in 5-10 years later. Direct usage devices of excess heat for warming EV cars and family rooms as well as electric power devices with thermos-electric conversion systems are looked for realization in 10-20 years later. 
(ITA) Prevedendo l'applicabilità industriale, il nostro team congiunto ha predisposto una road map della ricerca per arrivare alla realizzazione di dispositivi industriali in 5-10 anni. Per dispositivi per l'uso diretto del calore in eccesso (riscaldamento di auto elettriche e di abitazioni), così come per dispositivi di alimentazione elettrica con sistemi di conversione termoelettrici, si prevede la realizzazione in 10-20 anni.
Si riuscirà mai a mettere la parola fine alla discussione tra sostenitori e negatori della LENR che va avanti imperterrita da quasi trent'anni? 

P.S. Ahimè, il report finale integrale (169 pagine) che i ricercatori hanno prodotto al NEDO (New Energy and Industrial Technology Development Organization) è scritto in Giapponese! 

Comunque, per i più esperti, ulteriori informazioni a partire da questo link:

https://www.researchgate.net/project/Leading-the-Japanese-Gvt-NEDO-project-on-anomalous-heat-effect-of-nano-metal-and-hydrogen-gas-interaction

lunedì 8 gennaio 2018

Elogio alla protesta

58 : commenti
Ambiente:


Società e politica:

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano.
  Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
  Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
  Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
  Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare."

A buon intenditor poche parole.

lunedì 1 gennaio 2018

Che ne pensi dei vaccini? Dillo alla Commissione Europea! - POSTILLA

120 : commenti

Post di Daniele Passerini

Mi ha appena inviato una email la lettrice di 22passi che ha ispirato il post Che ne pensi dei vaccini? Dillo alla Commissione Europea! nonché tutta l'interessante discussione accesasi poi tra i vari commentatori del blog. 

La lettrice replica al commento lasciato ieri sera da Hermano Tobia (che a sua volta rispondeva all'email che la lettrice aveva inviato ieri).

Per non farvi andare a riguardare indietro tra i commenti dell'altro post, trovate qui a seguire in ordine cronologico:
  1. l'email di ieri della lettrice;
  2. la replica di Hermano;
  3. l'email di oggi della lettrice.
Sono molto in sintonia con gli argomenti e il punto di vista espressi dalla lettrice.

***

31 dicembre 2017 02:38 
lettrice di 22passi 
(email firmata)

...ho appena finito di leggere il PDF "Le domande difficili" che consigliava di leggere il Signor Massa e devo dire che ho fatto fatica ad arrivare sino alla fine per l'enorme superficialità con cui è stato scritto, per il fatto di citare solo pochi studi ben scelti e selezionati per far apparire inconfutabilmente vere le tesi che "propaganda" e per l'omissione (faccio fatica a pensare che non sia voluta) di specifiche che avrebbero inserito nelle argomentazioni che portava avanti, notevoli dubbi (faccio solo un piccolo esempio: quando parla di polio non cita per nulla il fatto che le recenti epidemie in Siria sono state indotte dal vaccino stesso). Insomma per farla breve sembra davvero una bella favoletta per bambini e forse solo quelli potrebbe riuscire a convincere.
Inoltre vorrei aggiungere che, anche dando per buone queste teorie, rimane il fatto che la vaccinazione ha un elevato rischio e questo rischio è ancora più importante se si considera che viene imposto su bambini sani (già di fronte a situazioni patologiche solitamente il medico pone l'interessato o il suo tutore di fronte ai pro e ai contro di un eventuale intervento e lascia la decisione al paziente).
Quindi ammettendo che si chieda di rischiare la salute dei propri figli per un l'immunizzazione globale, questo comunque va CHIESTO, come un dono che ognuno eventualmente vuole fare per la causa ma non può in nessun modo essere imposto altrimenti significa tornare ai tempi antichi in cui si facevano sacrifici umani agli Dei (la Scienza in questo caso viene rivestita di un'aurea divina) per i raccolti o per tenere lontane le varie pestilenze.
Cordialmente

***

31 dicembre 2017 23:52  
Hermano Tobia
Rispondo volentieri alla signora dell'email, quando mi chiede perché si può ragionevolmente affermare che l'aumento della copertura ha portato ad una diminuzione dell'incidenza, mentre non si può avere la stessa certezza in caso di contiguità temporale tra vaccino e sospetto danno.

Premetto che fra le bufale della Lorenzin ritengo che la più odiosa sia proprio quella di aver negato, contro ogni evidenza scientifica, giudiziaria e statistica, l'esistenza dei danneggiati da vaccino, e che concordo con la lettrice sul fatto che dove c'è rischio, anche minimo, deve esserci libera scelta.

Tuttavia l'esempio non sta in piedi per la legge dei grandi numeri, che è alla base della statistica frequentista e dice - semplificando - che per fare analisi e stabilire correlazioni servono molte osservazioni. Il caso di un bambino che manifesta un problema subito dopo un vaccino non ha in se significato statistico, potrebbe anche trattarsi di una coincidenza. Diverso il caso in cui per ipotesi ci fossero molti bambini ad avere problemi dopo il vaccino, allora la coincidenza sarebbe meno probabile.
Questo studio (1) pubblicato su una rivista prestigiosa affronta esattamente questa casistica ovvero fra tutti (=grandi numeri) gli eventi avversi gravi (decesso o danni permanenti) individua quelli che si "clusterizzano" ovvero si "addensano" attorno alla data della vaccinazione MMR, quindi sospettati di esserne la causa. La frequenza trovata è (in USA dal 1970 al 1993) circa 1 su 1,2 milioni. 
Il governo USA è molto chiaro e trasparente sull'argomento, mantiene un registro aggiornato mensilmente sui risarcimenti dei danni da vaccino (2) e non nasconde che possono esserci conseguenze anche gravi, ma mostra anche che il rischio di non vaccinarsi è maggiore.
Da noi invece l'informazione ha lasciato il posto alla propaganda ed alle bufale, da ambo le parti.


***

1 gennaio 2018 13:51 
lettrice di 22passi 
(email firmata)

Buongiorno, le chiedo l'ultima cortesia di pubblicare una mia risposta al signor Tobia, dopodiché chiudo e vi saluto augurando a tutti un felice 2018 (ma continuerò a leggervi perché è davvero un piacere leggere post e commenti così chiari ed equilibrati).

Vorrei solo dire al signor Hermano Tobia che il problema purtroppo sono proprio i "numeri"; io personalmente (e non ho una grandissima cerchia di amici) conosco altre 3 persone i cui figli hanno avuto una crisi respiratoria dopo una (seconda o terza) dose di vaccino esavalente (nel mio caso è stata la terza dose a cui però si aggiungeva anche il vaccino del meningococco C) con accesso al pronto soccorso. E in tutti e 4 i casi (comprendendo il mio) nessuna segnalazione è stata fatta. Oltre a commentare questo fatto come altamente deplorevole perché il personale sanitario sarebbe "obbligato" a segnalare, e parlo solo di segnalazione non di correlazione, anche uno starnuto che avvenga nei giorni successivi al vaccino, questo le può dare una minima idea di quanta omertà ci sia sui numeri. E vogliamo poi parlare di tutte le morti di neonati (a cui ultimamente si sono aggiunti anche bambini di 2/3 anni) per strani ed inspiegabili arresti cardiorespiratori, catalogati semplicemente come SIDS, quindi rimasti senza causa) a cui ora penso seguirà un cambiamento della definizione di Sids (finora si parlava di morte improvvisa del lattante cioè fino all'anno. Ora si dovrà parlare di morte improvvisa del bambino, fino a 2, 3... 7 anni?).

Lei si chiederà perché la segnalazione non l'ho fatta io, ma la risposta è che ovviamente nessuno dice ai genitori che qualunque cosa avvenga al bambino dopo la vaccinazione può essere segnalata anche dai genitori e all'epoca non avevo, nemmeno io, fatto subito l'associazione. Quando poi esattamente da quel momento la vita di mia figlia è completamente cambiata, nel senso che prima dei 15 mesi pur avendo avuto due volte la classica influenza non aveva mai avuto un broncospasmo mentre subito dopo il vaccino gli episodi hanno avuto una frequenza di anche due volte al mese e senza particolari fattori scatenanti tipo influenza o altro, sono andata indietro nel tempo e ho ricordato che dopo la prima dose aveva avuto un forte rigonfiamento della gamba ed era estremamente fastidiosa (gridava tutto il giorno), dopo la seconda dose a 5 mesi, la sua crescita (e cresceva come un torello) si è completamente arrestata per ben 2 mesi (certificato da controllo pediatrico) e poi, dopo la terza dose, il pronto soccorso per crisi respiratoria con insorgenza di broncoreattività permanente e duratura a tutt'oggi. A quel punto, per me e mio marito è stato tutto chiaro mentre per i medici "convenzionali" appartenenti ormai al "sistema" sono solo coincidenze non degne nemmeno di segnalazione.

Poi onestamente non capisco nemmeno tutto il suo entusiasmo e fanatismo per gli americani.
Crede forse che lì i medici del sistema non siano stati istruiti a negare ogni correlazione? Lo sa che organizzano corsi ad hoc tenuti da rappresentanti di case farmaceutiche scelti ed addestrati proprio per insegnare ai medici primari che a loro volta educheranno i sottoposti a come sia importante vaccinare a tappeto chiunque senza se e senza ma e a come rispondere e trattare con i genitori? E che ora questo si sta facendo anche in Italia? E questa non è un'ipotesi ma ne ho fonte diretta da uno di loro, il padre di una bimba che studia violino con mia figlia, è un rappresentante farmaceutico ed è stato addestrato proprio per fare i corsi ai medici (ovviamente lui lo raccontava, non come denuncia, ma come cosa buona e giusta, di cui andar fiero, un salto di categoria della sua carriera). Nella sua area, mi ha raccontato, sono stati scelti in due, hanno fatto un corso full immersion, tutta l'estate, e da quel momento non avrebbero più girato in tutti gli ambulatori dai medici di base, ma sono stati addestrati per tenere i corsi ai, diciamo così, "pezzi grossi".
In più che dire di tutte le frodi delle ricerche del CDC, non ultima quella per selezionare solo casi specifici che avrebbero allontanato ogni sospetto dalla correlazione vaccini- autismo?

Insomma, veramente non capisco tutta questa fiducia che pone sui dati americani, io credo che loro siano semplicemente più bravi (insomma è pur sempre la patria del grande cinema, dove gli attori possono diventare presidenti e governatori), nel presentarsi e presentare i dati. Perché, diciamoci la verità, nel paragone con i personaggi italiani chiunque ne uscirebbe vincente.

Alla fine le dico, augurandole, un felice 2018, che purtroppo, il ragionamento sui numeri, ora come ora è purtroppo fallace, e purtroppo lo è di qualunque paese si parli, perfino degli efficientissimi scandinavi (non so se ha letto qualche feedback del link della Commissione Europea che ho dato, e tutti, perfino svedesi e danesi, lamentano mancanza di trasparenza). Secondo me sarebbe tutto da rifare ma con "VERA trasparenza" allora sì, persone ben preparate e intelligenti come voi potranno spiegare il significato dei "numeri".

***

P.S. Il dialogo continua e si conclude (cristallizzandosi nei reciproci punti di vista) nei commenti a questo post.

A Roma il 24 febbraio per la LIBERTÁ DI SCELTA

0 : commenti
Post di Daniele Passerini

Ricevo e molto volentieri diffondo:


Piazza San Giovanni
Roma, 24 febbraio 2018
Manifestazione per la libertà di scelta 

  • Per proteggere i nostri bambini, perché sono davanti a tutto, in cima alle priorità.
  • Per i nostri diritti di genitori e cittadini, perché la tutela della Salute è un DIRITTO.
  • Perché la Scuola è un DIRITTO, perché battersi per la LIBERTÁ è un DOVERE.
  • Per una medicina senza conflitti di interesse, per la libertà di pensiero e parola per i medici.
  • Per risvegliare le coscienze, esserci per chi non c'è più, dare voce a chi non ne ha.

Per tutto questo, per tanto altro e per Amore...
NON INDIETREGGIAMO DI UN PASSO!

domenica 31 dicembre 2017

Buon 2018 da 22Passi!

25 : commenti
Auguro a tutti un buon anno
domo di utili E-Cat !!!


Acqua, fuochino... o fuoco?
Mio caro lettor, attento,
ché cela l’augurio un gioco
solvibile in un momento.

Ma non arrenderti adesso!
Se indovini a Capodanno
Sorte, Salute (e Sesso)
a iosa t’arrideranno!

Ndr.
  • L'augurio vale proprio per tutti, specialmente per Andrea Rossi che ormai da 7 anni ci promette l'E-Cat commercializzato a breve. Direbbe Nino Manfredi: «Fusse che fusse la vorta bbona»!
  • La voce dómo su treccani.it.
  • La voce E-Cat su ecat.com.
  • La voce E-Cat su Wikipedia.

giovedì 28 dicembre 2017

Che ne pensi dei vaccini? Dillo alla Commissione Europea!

99 : commenti

Una lettrice segnala a tutti i frequentatori del blog un'importante iniziativa della Commissione Europea, partita dal 4 dicembre scorso e ormai in scadenza. 

Fino al 1 gennaio 2018 è ancora possibile lasciare la propria opinione (ed eventualmente inviare documentazione a sostegno) riguardo la roadmap europea sui vaccini che vuole promuovere - mettiamola così - il "modello Lorenzin-Guerra-Burioni" a tutta Europa. Ecco il link:


La medesima lettrice, con l'occasione, ha voluto aggiungere la propria opinione ai commenti letti sul post Quanto mi sbattono i dati manipolati (male):
"Ho letto qualcuno dire (in relazione al rapporto dei casi di encefalite post vaccino ed encefalite post morbillo) che bisogna considerare che senza le vaccinazioni però si tornerebbe a 40.000-50.000 casi di morbillo all'anno. Secondo me non si può fare questa previsione, infatti essa parte dal presupposto che la riduzione dei casi di morbillo sarebbe dovuta in toto alla vaccinazione contro il morbillo. Ma in realtà non ci sono dati certi che confermino questo dato. Infatti i casi di morbillo stavano già calando in modo esponenziale prima dell'introduzione della vaccinazione. Quindi non si può dire, o sapere, quanto, se e come sarebbero calati i casi annui di morbillo e quanti quindi ce ne sarebbero oggi."
Condivido. E aggiungo che, in generale, tutta l'imperante ideologia sui vaccini si basa su mere CORRELAZIONI, giammai su dimostrati rapporti di CAUSA-EFFETTO. E non dico ideologia a caso: le argomentazioni provax "senza se e senza ma" hanno molto più a che fare con lo scientismo neopositivista che con la scienza galileiana... tanto più che la "scienza medica" non è una "scienza esatta".

Per concludere, che ne pensate della campagna provax della Regione Toscana Dammi un vaccino? Al "cerchio magico" della Lorenzin deve piacere parecchio, visto che l'hanno da poco resa nazionale. A me mette i brividi: dalla vera informazione pubblica sulla salute, che dovrebbe essere corretta e consapevole, alla più idiota "propaganda sanitaria" senza alcun contenuto... un bel passo avanti, complimenti!

lunedì 25 dicembre 2017

L'errore di Linux

11 : commenti
Post di Daniele Passerini

Come regalo di Natale, 22 passi vi regala una piccola recensione de L'Errore di Linux, ebook di Angelo Maci che, come si può intuire dall'immagine di copertina, trascende lo stretto ambito informatico che il lettore potrebbe dedurre dal titolo.

Esattamente nove mesi fa, l'autore mi segnalò la sua opera con questa breve sintesi: 
"L'errore di Linux" parla di gentrification, eco-sostenibilità, open-source, tecnologia, mobilità, sharing-economy, e tanto altro, visto dal punto di vista di Linux (c'è persino un breve accenno alle L.E.N.R.). Partendo da tematiche concernenti Linux (il sistema operativo open-source gratuito e libero) e la relativa esperienza utente, vengono messi in luce alcuni importanti aspetti psicologici e viene mostrato come sia possibile assecondare le legittime esigenze di soddisfazione delle persone mediante modalità alternative a quelle consumistiche, anche attraverso la consapevolezza circa i valori e le sensazioni che l'uso di Linux può trasmettere, a patto però di non negare o trascurare quegli elementi che in Linux non si trovano ma che sono altrettanto importanti e di cui si esamina l'origine e il rapporto con dispositivi tecnologici, media e opere dell'ingegno. Quanto emerge nel libro alla fine si rivela utile anche più in generale per quel che riguarda le sfide che l'umanità si troverà ad affrontare quando le modalità odierne di produzione e consumo non saranno più sostenute dall'ecosistema e dalle risorse del pianeta.
Poi, per impedimenti personali del tutto casuali, L’errore di Linux è rimasto parcheggiato nel mio smartphone 8 lunghissimi mesi. E l'ironia della sorte me lo ha fatto iniziare proprio quando l’unico tempo che potevo dedicare a letture extra-lavoro o extra-studio - la notte, prima di addormentarmi - era particolarmente limitato. Solo per questo ho impiegato un intero mese, un paio di capitoli per volta, a concluderlo, ma già ora, per tutti gli stimoli e le suggestioni che mi ha lasciato, ho voglia di rileggerlo da capo tutto d’un fiato in un paio di giorni. 



Il libro è costruito sulla chiave (apparentemente semplice e “innocua”) della dualità “feriale/festivo”, che l‘autore - lungi dal farne una dicotomia riduttiva della complessità del reale - riesce ad elevare a vera e propria "euristica" con cui traguardare e passare al setaccio il modello di sviluppo e consumo della nostra società, catturandone contraddizioni, parossismi, insostenibilità. Il continuo ribaltamento di prospettiva tra feriale e festivo (e vi invito a leggere il libro per verificare voi stessi quanto quest’ottica sia potente e acuta) parte dall’antitesi tra software open e software proprietari, a cominciare dai sistemi operativi e dunque dalla storia di Linux, parallela a quella dei sistemi Microsoft ed Apple. Dalla informatica il discorso si allarga all’ambito giuridico del diritto d’autore, ai mass media in generale, all’economia, agli stili di vita e alla psicologia dei consumatori, allo sviluppo urbanistico, alla gentrificazione, alla trasformazione del mercato del lavoro e del lavoro stesso, alla produzione dell’energia, alla mobilità sostenibile ecc.

Non vi “spoilero” il motivo del titolo: scopritelo! Ribadisco solo che i temi affrontati vanno ben oltre le considerazioni su un sistema operativo: L’errore di Linux è nel complesso un testo di sociologia, un'analisi dei vicoli ciechi in cui l’umanità si dibatte, ahimè, spesso con ben poca consapevolezza.

L'ebook è scaricabile sia da Amazon in formato Kindle sia da Kobo in formato omonimo al costo di 8,90€. Qualunque sito tra i due scegliate, una volta aperto il link cliccate sull'immagine della copertina: nella finestra che si aprirà potrete leggere la parte introduttiva e decidere se vi interessa acquistare il testo completo. Sono pronto a scommettere che vi interesserà!

P.S. Su Kobo ho attribuito al libro 4 stelle su 5 anche se, in verità, sarebbe stato onesto dargli il voto massimo. Ho trattenuto una stella solo per stimolare l’autore a non fermarsi qui: L’errore di Linux è un saggio talmente geniale, che sarebbe davvero un peccato se tra qualche anno Angelo Maci non regalasse ai suoi lettori una nuova edizione, riveduta e ampliata.

domenica 24 dicembre 2017

Buone feste a tutto il blog!

18 : commenti
Daniele Passerini - blogger 22passi

venerdì 22 dicembre 2017

Quanto mi sbattono...

33 : commenti

QUANTO MI SBATTONO 
I DATI MANIPOLATI (MALE)
di Fabio di Matteo

Non ce la posso fare. È più forte di me. Non riesco a capire come sia possibile che chi decide della salute di 60 milioni di italiani, faccia le valutazioni con la matematica inventata.

Tutti gli "scienziati" stanno martellando la popolazione con il concetto "mettetevi il casco perché 1 su 10 cade prima o poi dalla moto e il casco gli salva la vita".

Ma voi in motocicletta non ci andate. La moto non ce l'avete neanche.

Pazienza, ti risponderanno: "Metti il casco perché 1 persona su 10 prima o poi cade dalla moto. Non sei nessuno per dubitare del mio punto di vista. Io so cosa dico, tu no. Da domani, casco obbligatorio per tutti, anche se non hai la moto."

Eppure è quello che fanno gli illustri virologi, i presidenti delle associazioni di pediatria, e medici di famiglia da giugno.

Inventano numeri per terrorizzare la popolazione e costringerla a utilizzare i farmaci.

Da giugno circola infatti una frase ad effetto, che oramai tutti ripetono a pappagallo, dalle mamme ai presentatori TV di turno.

La frase, a prima battuta convince tutti:

"I danni da vaccino sono 1 ogni milione, mentre l'encefalite da morbillo colpisce 1 su 1.000".

CHI L'HA RIPETUTA A PAPPAGALLO?
  1. Il senatore Piero Aiello (NCD, discussione DL Lorenzin - 11 luglio 2017): https://www.youtube.com/watch?v=tjllKBGjvVQ
  2. Il Prof Burioni (a proposito, buongiorno Prof!)
  3. Il Dott. Mantovani anche nella recente intervista per FQM (foto sotto): "Eventi avversi? Con l'antimorbillo il rischio più grave è un'encefalite in un caso su un milione, ma la malattia UCCIDE in un caso su tremila"
  4. ASL Alto Adige: “Sta di fatto - ha continuato l'Azienda sanitaria dell’Alto Adige - che le complicanze dopo la malattia sono molto superiore a quelle che si possono riscontrare dopo la vaccinazione. Nel morbillo l'encefalite si sviluppa in un caso su mille dopo la malattia, dopo la vaccinazione in un caso su 1.000.000."
La lista dei partecipanti al gioco del telefono è lunga; elencarli tutti è praticamente impossibile. Vanno dai presidenti delle principali associazioni mediche a ministri e esponenti del sistema sanitario a cari livelli.

Costoro ti raccontano che sei un genitore scellerato a non vaccinare tuo figlio perché:
  • danno da vaccino = 1 su 1.000.000
  • encefalite da morbillo = 1 su 1.000
Quale genitore non correrebbe a fare il vaccino MPR con questi dati?

ECCO INVECE LA STATISTICA CORRETTA

Come afferma anche l'Istituto superiore di sanità nelle infografiche 2017, è vero: l'encefalite da morbillo copre lo 0,1% (quindi davvero 1 su 1.000).

Ma uno su QUALI 1.000?

Su tutta la popolazione dei vaccinati con cui si vuole fare il raffronto di cui parlano (quello dere reazioni avverse)?

No. 

Uno su 1.000 di coloro che prendono il morbillo.

Ahh... ecco che le cose cambiano...

In Italia nel 2017 sono stati riscontrati 4.500 casi circa, ma la media del ciclo morbillare (che ogni 4 anni ha un anno di picco come quello del 2017), è di circa 1.500 casi l'anno.

Quindi, uno su 1.000 dei 1.500 casi l'anno, ha preso l'encefalite.

Per proporzione, 1 cittadino e mezzo l'anno in Italia prende l'encefalite da morbillo. 

In tutta Italia.

In Italia siamo 60.000.000

1 cittadino e mezzo (1,5) su 60.000.000 (60 milioni) prende l'encefalite da morbillo l'anno.

Per proporzione, poichè 1,5 cittadini è un numero "strano" (un uomo e un mezz'uomo), abbiamo che:

1 cittadino su 40.000.000 prende l'encefalite da morbillo.

Il rischio di contrarre l'encefalite da morbillo in Italia, oggi, nel 2017, non è di 1 su 1.000, ma di 1 su QUARANTA MILIONI.

E le reazioni gravi avverse da vaccino?

Gli "scienziati" che devono difendere a tutti i costi i vaccini, affermano ossessivamente che le reazioni gravi da vaccino sono 1 su 1.000.000 quindi già stando così le cose, il danno da vaccino è 40 volte più frequente dell'encefalite da morbillo...

Peccato che i signori non abbiano letto il rapporto di AIFA 2017 (agenzia del farmaco italiano) in cui emerge un dato allarmante.

Solo per l'esavalente, in Italia, si sono contati di media, nel triennio 2014-2016, 7000 reazioni avverse l'anno, di cui 151 l'anno definite GRAVI.

Quindi, se contiamo che ogni anno nascono 450.000 bambini circa, ma che il 10% è figlio di famiglie novax (statistica di Repubblica) abbiamo 410.000 bambini l'anno circa che ricevono l'esavalente.

Si ottengono 151 reazioni avverse gravi l'anno su 400.000 vaccinati.

Quindi abbiamo una reazione grave ogni 2.700 vaccinati.

Ripeto: SOLO per l'esavalente. 

Se poi si somma a MPR, e altri vaccini pediatrici, il numero delle reazioni gravi aumenterà ancora, ma purtroppo, il documento AIFA fornisce questi dati esclusivamente per l'esavalente, quindi a questo dobbiamo attenerci.

Ora, abbiamo scoperto che:
  • l'encefalite da morbillo incide su 1 cittadino ogni 40.000.000
  • le reazioni avverse gravi da esavalente incidono su 1 cittadino ogni 2.700
Di cosa stiamo ancora discutendo?

Perché devono continuare ad imbottirci di cazzate?

Ahh.. quanto mi sbatte quell'uno su mille.

lunedì 18 dicembre 2017

Stockholm, Sweden, June 18-19 2018, NEWS - New Energy World Symposium

58 : commenti
Dal 2011 a oggi, seguendo il filone delle ricerche sulle Low Energy Nuclear Reactions, ho avuto modo di capire perché l'Italia, negli ultimi 30 anni sia potuta precipitare così in basso, nei servizi, nelle infrastrutture, nell'educazione, nella cultura, nella scienza, nella politica ecc.
È una cartina di tornasole davvero rivelatrice osservare come in Italia chi ritiene di poter parlare a nome della scienza reagisca di fronte all'idea stessa delle LENR, di fronte cioè alla massa crescente, proveniente da ogni parte del mondo, di indizi di un'intera nuova vasta categoria di fenomeni nucleari naturali. Le LENR sono dei fenomeni irriverenti: non si vergognano di verificarsi pur contraddicendo i "fondamentali" insegnati all'università ai corsi chimica e fisica nucleare! Pertanto, la reazione standard alle LENR degli "esperti" dello Stivale è negare a priori la possibilità che esistano e concludere, per esclusione, che possono essere solo  frutto di errore o di frode, tertium non datur.

È quasi un bias cognitivo inconscio quello che porta fin troppe persone a dimenticare quante volte sia già successo che l'occhio indagatore della scienza, talvolta ahimé fin troppo rigido, non sia riuscito per molto tempo a mettere a fuoco un nuovo paradigma scientifico, restando ancorato per inerzia al precedente. 
La NASA in USA, Airbus in Europa, Mitsubishi e Nissan in Giappone ecc. si interessano di LENR e sfornano articoli e richieste di brevetto al riguardo? 
Sicuramente - rispondono i negazionismi delle LENR - si tratterà di pochi ricercatori fuori di testa che, lavorando per queste organizzazioni, ne usano loghi e carte intestate senza che le organizzazioni stesse ci facciano caso! Lette le richieste di brevetto, i negazionisti le trovano ridicole, illogiche, mal fatte; nemmeno prendendo in considerazione l'idea che, cambiando prospettiva, tutto potrebbe acquistare un senso. Basterebbe che svuotassero solo un pochino la loro tazza già colma e traboccante di scienza, per permettere a qualche nuova idea, migliore, di soppiantare quelle inadatte ai nuovi ambiti di studio.

Poiché la mia tazza è vuota, posso permettermi di "sedere dalla parte del torto", e mi sento pure in ottima compagna.
A Stoccolma, per esempio, il 18 e 19 giugno 2018 si terrà il NEWS* - New Energy World Symposium, proprio per affrontare le implicazioni date, su industria, sistema finanziario e società, dalla disponibilità di una fonte di energia  abbondante, economica, priva di emissioni di CO2, semplice e pulita. Implicazioni potenzialmente dirompenti quanto quelle della digitalizzazione, se non di più. 

Tra gli speaker troviamo già:
1) Mats Lewan. Author, science and technology journalist and international speaker. Lewan has been a senior staff writer at the Swedish technology weekly Ny Teknik for 15 years. In 2011 he was the only journalist in mainstream media to report regularly on the new energy source and in his book An Impossible Invention he tells the story of what he saw and learnt behind the scenes. At the symposium, Lewan will be the moderator. He holds a MSc degree in Engineering Physics from the Royal Institute of Technology in Stockholm.  
2) Bob Greenyer. Serial entrepreneur with a background in the pharmaceuticals, advertising, adult education and finance industries, and also Managing Director of Green Child Imaging Solutions Pvt. Ltd. Greenyer holds a Bachelor of Engineering from Brunel University, London, UK, and he is co-founder of Martin Fleischmann Memorial Project, MFMP—an international group that aims at creating repeatable and conclusive experiments within LENR, building its work on open science where results and methods are published in real time on the Internet. 
3) John Joss. Author, journalist, and entrepreneur. Joss has been writing about technology worldwide for major media, primarily in the areas of computing, energy, and aviation. He has participated in the founding of a dozen high-tech startups in Silicon Valley. He is the author of a dozen books, fiction, and nonfiction. 
4) David Orban. Investor, entrepreneur, author, keynote speaker, and thought-leader of the global technology landscape. Orban is the Managing Partner of Network Society Ventures, a seed stage global venture investment firm, focusing on disruptive technology-based companies that are leading the transformation from the post-industrial age to the Network Society. He is a member of the Faculty of, and Advisor to the Singularity University, an interdisciplinary university whose mission is to assemble, educate and inspire leaders who strive to understand and facilitate the development of exponentially advancing technologies in order to address humanity’s grand challenges, and the Founder and Trustee of Network Society Research, a London based global think tank analysing the socio-economic consequences of decentralisation. 
5) Jim Dunn. President of Energy Technology Consultants, and past Director of NASA’s NE Regional Technology Transfer Center. Dunn has over 35 years experience in a variety of high technology ventures, with companies from startups to Fortune 100 companies like IBM and Exxon. His technology specialty fields include Alternative and Renewable Energy, Hydrogen and Fuel Cells, Advanced Energy Storage techs., Solar PV technology, Free Energy devices, and LENR technology. In addition to being an inventor of the laptop, Dunn holds a number of patents in the battery and energy storage field, and led the development of the World’s First manned Fuel Cell powered Electric Airplane, the ‘E-plane’. 
6) Thomas Grimshaw. Research Affiliate at The Energy Institute, The University of Texas at Austin. Dr. Grimshaw currently works in energy policy, with emphasis on emerging energy technologies, particularly on cold fusion or LENR as a major potential source of energy. His policy work has covered both public support for LENR development and proactive planning for dealing with its disruptive impacts, both on the energy industry and on social systems that are closely tied to the energy infrastructure. 
7) John Michell. Serial entrepreneur with a background in financial services and banking. Currently CEO of Loudwater Estate Ltd, an event center in NW London, UK. Michell holds a BSc degree from Loughborough University (UK) in Chemistry and is the author of two books on decentralization, including Rossi’s eCat (2011). He is currently writing The decentralization of Finance. An early adopter of Bitcoin and a lecturer on crypto-currencies and decentralized finance, John is particularly interested in how decentralized energy systems such as the E-Cat can support the security of crypto-currencies so that a truly distributed global financial system can emerge. 
8) Prof. Stephen Bannister. Assistant Professor of Economics at the University of Utah. Bannister is an economist specializing in the role of energy revolutions in causing industrial revolutions and the impact on economic and financial systems. He builds long-range models of economic activity, energy consumption, and consequent financial and environmental impacts. 
9) David Gwynne-Evans. Botanist and bionaut, David Gwynne-Evans, has identified over 100 plant species new to science for his botanical PhD. He is founder and CEO of CASABIO, The Home of Biodiversity. His aspirations include establishing the longest and most species-rich nature reserve in the world, developing radical new software that aims to revolutionize the way biodiversity is documented, and fostering the uptake of clean energy within Africa. This latter project, called ElecTrek, aims to be the first trans-Africa expedition in electric cars aided by promising new technologies including LENR. 
10) Prof. David H. Bailey. Mathematician and computer scientist, recently retired from the Lawrence Berkeley National Laboratory and currently a Research Fellow at the University of California, Davis. Bailey’s published work of nearly 300 technical papers and six books include studies in high-performance computing, computational mathematics, and mathematical finance. He operates the Math Scholar and Math Investor blogs, and has authored articles on mathematics, computing, science and society for The Conversation and the Huffington Post.
Sembra insomma, vista anche l'accoglienza riservata per l'ennesima volta ad Andrea Rossi il mese scorso, che Stoccolma stia diventando il fulcro della rivoluzione LENR... è forse sentore di riconoscimento Nobel in arrivo?

Lasciatemi sognare di essere un lungimirante Svedese, piuttosto che figlio di una nazione in caduta libera, che non si preoccupa di esportare "cervelli in fuga" e svendere il proprio futuro, ma si preoccupa di importare salme reali dal suo peggior passato, dichiarare guerre sanitarie contro epidemie inesistenti, votare ancora Berlusconi o Renzi o accontentarsi di un Gentiloni sine die...

sabato 16 dicembre 2017

Danni da vaccino: per ora se ne occupa la Corte Costituzionale, prima o poi dovrà occuparsene la Corte dei Conti.

7 : commenti
Qualcosa, finalmente, si muove intorno alla questione dei vaccini e ne vedremo presto della belle. Si legga il comunicato del 14 dicembre 2017 dell'Ufficio stampa della Corte Costituzionale...
VACCINO ANTINFLUENZALE, DIRITTO ALL’INDENNIZZO IN CASO DI MENOMAZIONI PERMANENTI  
La Corte costituzionale, con sentenza n. 268, (relatore Nicolò Zanon), ha dichiarato costituzionalmente illegittima la legge n. 210 del 1992 nella parte in cui non prevede il diritto a un indennizzo in favore di chiunque abbia subito una permanente menomazione dell’integrità psico-fisica a seguito della vaccinazione contro il virus influenzale, purché sia provato il nesso di causalità tra l’una e l’altra. 
La legge sottoposta a giudizio della Corte prevede il diritto all’indennizzo solo se la menomazione consegue a una vaccinazione obbligatoria, mentre la vaccinazione influenzale appartiene a quelle raccomandate dalle autorità sanitarie pubbliche. 
La Corte ha ritenuto che, come accade per quelle obbligatorie, anche la vaccinazione raccomandata antinfluenzale ha l’obbiettivo di assicurare la tutela della salute collettiva, attraverso il raggiungimento della massima copertura vaccinale della popolazione. Pertanto, anche in questo caso esigenze di solidarietà sociale e di tutela della salute del singolo richiedono che sia la collettività ad accollarsi l’onere dell’eventuale pregiudizio individuale, mentre sarebbe ingiusto consentire che siano i singoli danneggiati a sopportare il costo del beneficio collettivo. 
La sentenza precisa poi che l’estensione del riconoscimento del diritto all’indennizzo non implica affatto valutazioni negative sul grado di affidabilità scientifica della somministrazione delle vaccinazioni. Al contrario, la previsione dell’indennizzo, sempre che sia accertato un nesso di causalità tra somministrazione del vaccino e menomazione permanente, completa il “patto di solidarietà” tra individuo e collettività in tema di tutela della salute e rende più serio e affidabile ogni programma sanitario volto alla diffusione dei trattamenti vaccinali, al fine della più ampia copertura della popolazione.  
Roma, 14 dicembre 2017
Quindi, che la vaccinazione sia obbligatoria per legge o solo raccomandata dal medico, lo Stato deve indennizzare chi ne ha ricavato reazioni avverse con danni permanenti. Questo è il principio sancito dalla Corte Costituzionale.

Sarà molto interessante vedere cosa succederà quando lo Stato s'accorgerà che i fondi a bilancio per indennizzare le vittime della "Guerra ai virus" dichiarata dal Ministero della Salute (a beneficio più dei profitti delle case farmaceutiche che del benessere della popolazione), sono clamorosamente insufficienti rispetto al numero di casi con nesso di causalità provato tra menomazioni permanenti (o morte) e vaccino. È una semplice questione di ordini di grandezza, che porterà, prima o poi, la Corte dei Conti ad interessarsi, finalmente, all'operato del Ministro Lorenzin.

martedì 12 dicembre 2017

E venne la NASA, che vide il gatto, che si mangiava il topo...

49 : commenti
Dalla prima pagina del brevetto... che burloni gli autori della Nasa!
Domenico tra i commenti di ieri, Roberto in privato stanotte (e anche Silvio prima di loro... ma avevo la testa altrove!) segnalano giustamente a tutti i lettori del blog una domanda di brevetto internazionale in stretto ambito LENR presentato dalla NASA il 09/03/2016 e resa pubblica il 14 settembre scorso. 

O meglio, segnalano un articolo di pochi giorni fa del Martin Fleischmann Memorial Project che sottolinea la convergenza delle evidenze diffuse dal MFMP stesso a febbraio 2016 con quelle pesantissime documentate dalla NASA in due paper scientifici (il primo risalente al 2015, il secondo a febbraio 2017) e richiamate nella domanda di brevetto NASA.

Alcuni esempi di possibili applicazioni sono contenute nelle ultime tre righe dell'abstract del brevetto: Such processes may be used for power generation, heat production, nuclear waste remediation, material creation, and/or medical isotope production, for example.
Generazione di energia, calore, trattamento dei rifiuti nucleari, trasmutazione della materia et cetera: insomma, tutta la panoplia rivendicata dai ricercatori LERN da decenni tra i frizzi e lazzi della comunità scientifica accademica.

N.B. Tra i Designated States l'Italia non è contemplata, ma altri paesi europei invece sì... forse in Italia qualche concorrente è stato più veloce.

Come scrive Domenico, si resta in attesa di vedere il fronte scientista criticare la NASA con la stessa acrimonia che notoriamente riserva alle varie taglie di E-cat (XL, M, S, QX) di Andrea Rossi e al blog 22passi. Se sono coerenti...

LINK:

giovedì 30 novembre 2017

1 dicembre 2017: inizia la REIvolution del Welfare italiano?

42 : commenti
Post di Daniele Passerini

A partire da domani 1 dicembre 2017, tutti cittadini in possesso dei requisiti previsti dal Decreto legislativo 15 settembre 2017 n. 147 potranno presentare ai Comuni la domanda per il Reddito di Inclusione (ReI), la misura nazionale di contrasto alla povertà che subentra al Sostegno all'Inclusione Attiva (SIA), utilizzando l'apposito modulo messo on line dall'INPS da pochi giorni.

Per ora potranno accedere (semplificando parecchio, perché ci sono diverse condizioni e sub-requisiti) le famiglie con un ISEE inferiore a 6000€ che abbiano al loro interno: figli minori o figli disabili in presenza di genitori o disoccupati che abbiano compiuto 55 anni o donne in stato di gravidanza.
Queste per ora sono infatti le famiglie ritenute più bisognose, poi, a partire da luglio 2018 la platea dei beneficiari dovrebbe venire allargata.

Chi è interessato a conoscere i requisiti precisi per l'accesso e ai tetti massimi di contributo economico che verranno ricaricati mensilmente sulla nuova Carta ReI del governo Gentiloni (già Carta SIA del governo Renzi, già Carta acquisti del governo Berlusconi), può consultare l'esaustiva circolare INPS linkata a fine post oppure - è abbastanza completa - la pagina dedicata al ReI on line sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Formalmente il ReI è il proseguimento del SIA, poiché ne eredita molta forma e sostanza (il SIA stesso era stato concepito come “misura ponte” preliminare al ReI), ma si configura come qualcosa di molto più innovativo e soprattuto strutturale. 
Innanzitutto il ReI aspira a diventare un LivEAS (Livello Essenziale di Assistenza Sociale) con tutto quello che ne consegue: attorno all'attuazione di questa nuova misura “universale” è stato tracciato (a partire dal finanziamento PON Inclusione – Avviso 3/2016) il disegno di una vera e propria riorganizzazione strutturale dell'intero servizio sociale nazionale, incardinato dalla fine degli anni '90 nei Comuni.
Di più, il ReI non vuole essere solo uno dei LivEAS, vuole essere il primo livello essenziale del welfare, il LivEAS più essenziale di tutti, preso atto che proprio la povertà e il depauperamento della popolazione sono l'emergenza sociale da contrastare. 

È stato stimato che il 40-60% delle persone oggi beneficiarie di contributi economici attivati dai Servizi Sociali comunali potranno rientrare nel ReI ed uscire dunque dai bilanci comunali andando a carico di quelli statali. Questo significa che i Comuni, con le risorse così risparmiate, potranno attivare altre tipologie di intervento e sostegno sociale, mentre per l'improcrastinabile rafforzamento degli organici dei Servizi Sociali dovrebbero arrivare risorse dallo Stato centrale, in continuità ed integrazione (vd oltre) a quelle del PON Inclusione. 

Si apre insomma tutta una nuova stagione di programmazione e riorganizzazione, equiparabile a quella avviata a inizio millennio dalla Legge 328/2000 (la prima legge quadro italiana del sistema di welfare nazionale), la cui spinta propulsiva, ahimè, durò molto poco, anche a causa della caduta del secondo governo Amato e al ritorno in sella di Berlusconi. Di fatto, sforbiciandone i Fondi, la destra impedì la compiuta attuazione di una Legge voluta dai precedenti governi di sinistra. 
La rivoluzione del ReI alle porte, se si realizzerà come previsto, sarà molto più profonda. La L. 328/00 ha modificato in primis gli assetti giuridici e istituzionali (a partire dalla creazione degli Ambiti Territoriali sociali e dalla ridefinizione complessiva della ripartizione delle competenze tra Fondi sociali e Fondi sanitari), il ReI porterà invece a una modifica radicale delle modalità di lavoro e della dotazione di personale degli Uffici servizi sociali.

Il ReI presuppone infatti l'esistenza di una efficiente rete tra Servizi sociali e tutti gli altri Servizi territoriali (i Centri per l'Impiego innanzi tutto, i Servizi ASL, la Scuola, l'accesso all'Edilizia agevolata pubblica, i servizi territoriali del Ministero di Grazia e Giustizia, il privato sociale, il volontariato, l'associazionismo ecc.). Dalla qualità e forza di questa “infrastruttura sociale” dipende il futuro del ReI e dello stesso sistema di Assistenza sociale nazionale che il legislatore ha voluto decisamente incernierare su questa nuova misura.
Ma al momento, è proprio la spina dorsale di questa infrastruttura chiamata a sostenere il carico di lavoro del ReI ad essere drammaticamente fragile e sottodimensionata rispetto al compito. Condizionare il ReI, giustamente, alla messa in piedi di un progetto individualizzato e multidisciplinare di inclusione sociale, da fare sottoscrivere al nucleo familiare e seguire e monitorare in itinere, significa dover garantire la figura dell'assistente sociale nel Sistema Sociale Nazionale esattamente come la figura del medico di base è garantita nel Sistema Sanitario Nazionale. Questo però è ben lungi da ciò che oggi si verifica nei Servizi.

Gli assistenti sociali che lavorano negli enti locali italiani risultano essere 11.052, che diviso per 7.978 Comuni, dà una media di 1,3 assistenti sociali per Comune. Ma si tratta di un numero ben poco significativo, poiché vengono pesate allo stesso modo (sic!) città come Roma (2.234.100 abitanti), cittadine come Assisi (28.400), paesi come Valfabbrica (3.400) e comprende gli assistenti sociali in maternità, malattia e part time. Comunque sia, questi 1,3 assistenti sociali “in media” per Comune, si occupano ogni giorno di tutte le aree e tutte le problematiche che afferiscono ai servizi sociali: dalla povertà alla tutela dei minori, dall'immigrazione all'integrazione socio-sanitaria, passando per handicap, non autosufficienza, progetti di vita indipendente, accompagnamento al lavoro, assistenza domiciliare, assistenza scolastica ecc.
Scendendo di dettaglio, i dati dicono che Italia ci sono aree “virtuose” (poche!) con un assistente sociale ogni 3.000-2.500 abitanti, aree a metà strada (molte!) – come il Comune di Assisi – con un assistente sociale ogni 10.000-9.000 abitanti. Ma anche zone (troppe!) del tutto prive di un Servizio sociale, cioè con nemmeno un assistente sociale, e non parliamo necessariamente di territori meno sviluppati, parliamo di molti piccoli Comuni e di tante periferie delle grandi città.

Davanti a numeri del genere è evidente che l’infrastruttura sociale nazionale è una rete disomogenea e debole, piena di strappi e buchi, su cui sta per essere lanciato addosso un TIR. Con tale consapevolezza, già con la legge di Bilancio 2018 attualmente in discussione, pare si stiano cercando dei rimedi. Servono risorse, serve liberare i Comuni dal blocco del turn over, consentendo l'assunzione (molti enti non possono assumere pur avendo le risorse per farlo) degli assistenti sociali necessari a garantire l’attuazione del ReI e di tutta quella rete di servizi necessaria a non ridurlo a un bonus monetario. In Commissione parlamentare sono stati presentati emendamenti alla Legge di Bilancio che vanno proprio in questa direzione, due in particolare sono stati presentati dal Pd: il primo aumenta dal 15% al 20% il Fondo contro la Povertà, destinando obbligatoriamente una quota all’implementazione dei servizi sociali; il secondo prevede che “al fine di garantire sistematicamente l'infrastruttura sociale della legge e i servizi” richiesta dal ReI in quanto LivEAS, “possono essere effettuate assunzioni di assistenti sociali in deroga ai divieti e alle limitazioni di nuove assunzioni previste dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l'amministrazione interessata sia in situazione di soprannumerarietà ovvero in condizioni strutturalmente deficitarie o in stato di dissesto”. 

Senza abbastanza assistenti sociali per definire, mediare, concordare e seguire i progetti delle famiglie beneficiarie del ReI, il rischio è quello di una presa in giro. L’erogazione del sussidio è vincolata all’adesione al progetto, ma se gli assistenti sociali sono troppo pochi, i progetti arriveranno con tempi lunghissimi o saranno fatti “a fotocopia”, oppure si tradirà lo spirito del ReI e arriveranno i soldi senza progetto (facendo slittare la proroga alla sottoscrizione dei progetti oltre quella già fissata a luglio 2018). Sarebbe un disastro, perché il ReI può realmente essere uno strumento innovativo, ma se fosse snaturato rischia di diventare l'ennesima (e per di più costosissima) misura assistenzialistica "a fondo perduto".

Fonti: 
P.S. Tutto oro quel che luccica?
Il dubbio che siamo di fronte a uno dei più grandi spot elettorali della storia della Repubblica sorge spontaneo, ma cerchiamo positivamente di allontanarlo, per preservare quello che comunque di buono nel ReI c'è.
Resta la sensazione che si sia messo - abitudine molto cara in Italia - il carro davanti ai buoi, forse persino davanti agli scoiattoli... auspichiamo che gli scoiattoli possano essere resi enormi e forti come buoi, così da riuscire a tirare il carro.
Sorvolo su tanti dubbi "tecnici", che potranno però essere affrontati e risolti strada facendo.
Uno però lo dico. Da assistente sociale ritengo molto rischioso avere previsto l'utilizzo della carta ReI - oltre che per pagare spesa, medicine, bollette ecc. - anche per prelevare (fino a un massimo della metà del contributo mensile) denaro contante dagli sportelli automatici (con tanto di paradossali commissioni di 1,75€ alle banche e 1,00€ alle Poste!). La Carta SIA non lo consentiva e non riesco a comprendere lo scopo di tale novità! A meno che dentro qualche Ministero qualcuno, zitto zitto, non abbia valutato che così facendo - attraverso sigarette, alcol, gratta&vinci e altri beni soggetti a Monopolio - lo Stato potrà recuperare una bella fetta di quello che dà alle famiglie povere... altra abitudine molto italiana, quella della mano che non sa cosa faccia l'altra.
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